Sentita e partecipata l’assemblea dei panificatori della provincia di Agrigento

Particolarmente sentita e partecipata l’assemblea provinciale dei panificatori agrigentini, riunitisi ieri domenica 21 gennaio presso la sede di Confcommercio di Agrigento.

A presiedere la seduta Giacomo Zimbardo, presidente Assipan Confcommercio, che ha illustrato per grandi linee, i particolari del decreto introdotto dalla Regione Sicilia che regola il settore. Zimbardo ha ricordato che il mancato adempimento del decreto può generare pesanti sanzioni.

Presente all’assemblea anche il presidente provinciale di Confcommercio Francesco Picarella ed il vice Alfonso Valenza che, dopo aver dato il saluto ai presenti, hanno sottolineato come da tempo non vi fosse un comparto dei panificatori così unito nonostante le differenti peculiarità del territorio.

Dopo un ampio dibattito, dove i panificatori della provincia hanno espresso il loro punto di vista, all’unanimità si è dato mandato all’associazione Assipan Confcommercio di continuare la missione sul miglioramento del decreto in sede regionale che non può prescindere dal principio del riposo domenicale.

Da parte dei panificatori è stata mostrata apertura ad un sano confronto con le amministrazioni comunali che decideranno eventuali turnazioni dei panifici.

Assemblea dei panificatori nella sede di Confcommercio Agrigento domenica 21

Assemblea dei panificatori in programma domenica 21 gennaio alle 10 nella sede di Confcommercio Agrigento.

L’incontro si è reso necessario per chiarire le dinamiche inerenti l’attuazione del decreto legge che regola la chiusura domenicale dei panificatori in Sicilia.

Intanto sabato scorso, il direttivo Assipan della provincia di Agrigento, insieme ai panificatori di Licata, ha incontrato il neo deputato regionale Carmelo Pullara, primo firmatario di un decreto legge che regola il comparto, che si è messo a disposizione per contribuire ad apportare tutte le migliorie necessarie, garantendo soprattutto il riposo domenicale.

Panificatori Assipan: Facciamo chiarezza

Attacchi strumentali da parte di Cna – Confartigianato – Claai e Casa Artigiani. Le associazioni di categoria – le stesse che oggi criticano il decreto regionale sulle nuove disposizioni relative all’attività di panificazione – furono nel 2010 cofirmatarie dell’allora disegno di legge. Creare confusione attorno alla rete dei panificatori è un attacco che Assipan Sicilia respinge con forza.

Negare il decreto assessoriale – pubblicato in Gazzetta lo scorso 10 ottobre – equivale a negare se stessi. In data 28/12/2010 Assipan Sicilia – Confcommercio Imprese per l’Italia, CNA Alimentari Sicilia, CLAAI, CASA Artigiani, Confartigianato, hanno sottoscritto in maniera congiunta per mezzo dei propri rappresentanti regionali il Progetto di Legge presentato alla Regione Sicilia.(In allegato consultabile il documento). Dunque chi è il vero nemico dei panificatori? Di certo non Assipan Sicilia, che in 10 anni di lotta sindacale ha fatto di tutto per portare alla luce la volontà della categoria. Creare false interpretazioni e sterili polemiche sulla pelle dei panettieri non solo risulta controproducente ma rischia soprattutto di ledere la dignità del settore. “I nostri lavoratori – dichiara il presidente Assipan Sicilia Salvatore Normanno – vanno difesi e tutelati. Non strumentalizzati. Il decreto è figlio della volontà dei panificatori. Ho lavorato giorno per giorno nell’interesse della categoria – continua Normanno – confrontandomi con tutti i protagonisti del settore in ogni città della Sicilia. Persino l’Ufficio Legislativo della Regione si è espresso favorevole alla pubblicazione del decreto. Non vi è assolutamente una condizione di svantaggio o di concorrenza sleale”.

LOTTA ALL’ABUSIVISMO
Oltre a gestire la chiusura e la turnazione domenicale (saranno i panificatori di ogni città a scegliere tra le due opzioni) l’attuale decreto serve a incrementare ulteriormente la lotta all’abusivismo. Rispetto a quanto fatto credere da Cna – Confartigianato – Claai e Casa Artigiani, l’articolo 4 determina non solo la sanzione amministrativa ma anche il sequestro della merce e dei mezzi per chiunque panifichi e/o venda pane in violazione della normativa comunitaria, nazionale e da oggi anche regionale. Nei centri commerciali, supermercati, e botteghe, valgono già normative di richiamo comunitario, legate alla vendita del pane surgelato, da esporre con cellofan ed etichetta di provenienza. Di contro il pane “fragrante e caldo” rimarrà prerogativa del fornaio aperto in giornata di turnazione. I danni al “consumatore” giungerebbero, viceversa, dalla mancata osservanza della legge. Assipan Sicilia – Confcommercio Imprese per l’Italia, chiederà presto un incontro con l’Assessore alle Attività Produttive Girolamo Turano, per perorare la causa del Comparto Siciliano.

CRITERI

CITTA’ CHE RINUNCIANO VOLONTARIAMENTE ALLA TURNAZIONE, RIMETTENDOSI PER INTERO ALLE DISPOSIZIONI DEL DECRETO: Niente vendita del pane nelle giornate domenicali e festive. In caso di due festività in giorni consecutivi, il divieto di panificazione non si applica al secondo giorno di festività; in caso di una festività nel giorno di sabato o lunedì, il divieto di panificazione non si applica alla domenica; in caso di tre o più giornate di festività consecutive, incluse le giornate domenicali, il divieto di panificazione non si applica alla prima ed ultima giornata festiva o domenica. Opportuno ricordare l’obbligo di chiusura sottinteso esclusivamente alla vendita del pane fresco. Chi produce all’interno dello stesso panificio generi alimentari differenti (pizze, dolci etc) non verrà condizionato dalla nuova normativa (è vietata solo la vendita del pane).


CITTA’ CHE SCELGONO IL REGIME DI TURNAZIONE: Possibilità di vendita del pane nelle giornate domenicali e festive in base alle esigenze e alle peculiari caratteristiche del territorio. Saranno i panettieri della stessa città a stilare il calendario con i turni di apertura domenicali e festivi. A garantire e veicolare la turnazione sarà il sindaco sentite le organizzazioni di categoria.

 

24 su 25 PANIFICATORI DI CANICATTI’ CONCORDI PER LA CHIUSURA DOMENICALE E FESTIVA

Si è svolta ieri sera, nella Sala consiliare del Comune di Canicattì, convocata dal Sindaco della Città Avv. Ettore Di Ventura, una riunione per sentire il parere dei panettieri e delle organizzazioni di categoria e dei consumatori, sull’applicazione di queste nuove norme.

Grande partecipazione e coesione dei panificatori di Canicattì per discutere con l’Amministrazione del nuovo decreto sulla panificazione in vigore dal 20 di novembre.

Un decreto che è stato scritto e condiviso dalla base, che ha visto in questa sede la scelta degli artigiani panificatori, con la unanimità di intendi,  nel non voler attuare la turnazione.

Soddisfazione da parte di ASSIPAN-CONFCOMMERCIO che ha posto l’accento sull’abusivismo, e su tanti altri fenomeni che devono essere repressi ed attenzionati, assicurando la fattiva collaborazione da parte dell’associazione nel segnalare e denunciare eventuali azioni in contrasto con il decreto.

Dall’incontro è emerso che, i diretti interessati hanno accolto in maniera entusiastica il nuovo decreto che permette ai panificatori, alle loro famiglie ed ai propri dipendenti di usufruire del giusto riposo. Un segnale di civiltà nei confronti di tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori, sia autonomi che dipendenti, i quali potranno finalmente dedicare del tempo a se stessi ed alle loro famiglie nei giorni di festa. Una scelta coraggiosa, all’interno di uno scenario imprenditoriale altamente competitivo.

Con questo decreto – ha dichiarato Enzo Gaziano Vice Presidente Prov.le ASSIPAN CONFCOMMERCIO Agrigento – non si vogliono modificare le regole del mercato, ma è ugualmente rilevante tenere conto dell’importanza e della necessità di tutelare le nostre famiglie.”

Presenti all’incontro anche il Presidente Provinciale Confcommercio Francesco Picarella,  ed il Direttore di Confcommercio Agrigento Vincenzo Cipolla.

Assipan Confcommercio Agrigento, nuovo decreto sulle attività commerciali

Assipan Confcommercio Agrigento, in vigore il nuovo Decreto assessoriale della Regione Sicilia che stabilisce, tra le altre cose, le nuove regole per l’apertura di nuove attività. Saranno necessari diversi incontri con le amministrazioni comunali per chiarire il contenuto delle nuove regole. Oggi toccherà all’Amministrazione Comunale di Porto Empedocle e domani 30 novembre sarà la volta di Sciacca.
Queste le parole del Presidente Assipan, Giacomo Zimbardo:”Stiamo programmando importanti momenti di confronto con le amministrazioni comunali, per organizzare il territorio e le attività di panificazione in virtù del decreto assessoriale che regola tutto il settore. Siamo sicuri che con una buona concertazione tra le parti, si possa mettere in condizione le amministrazioni di adeguarsi alle nuove regole”
Anche il Presidente Confcommercio, Francesco Picarella, che sarà presente agli incontri programmati con le Amministrazioni Comunali, ha commentato: “Vogliamo fare chiarezza rispetto alla confusione che traspare in questo momento, su un decreto che è stato fortemente voluto dalle associazioni di settore e a cui si è lavorato lungamente. Ci dispiace che ancora oggi, qualcuno, possa strumentalizzare una norma che è stata accolta dall’assessorato attività produttive dopo che era stata sottoscritte da tutte le parti direttamente interessate”.

Come aprire una attività con Corso SAB Somministrazione Alimenti e Bevande

Cosa vuol dire la Somministrazione di Alimenti e Bevande e perché è richiesto il corso SAB ? Queste domande se le pone chiunque voglia aprire un bar, un ristorante una pizzeria, o anche solo un e-commerce recandosi in Comune per l’ottenimento dalle autorizzazioni richieste scoprirà ben presto che è richiesto di dimostrare il possesso di:

  • requisiti morali
  • requisiti professionali

Il corso SAB permette di ottenere i requisiti professionali che permettono al bar, ristorante o all’e-commerce la Somministrazione di Alimenti e Bevande ed anche ovviamente il commercio.

Commercio e non Somministro devo fare il corso sab? 

Infatti spesso erroneamente chiunque voglia solo vendere alimenti e bevande potrebbe pensare di essere esonerato dal dover frequentare il corso SAB. Non è così poichè il corso è stato unificato, prima era solo previsto un corso per la somministrazione (ad esempio chi apre la lattina e la versa nel bicchiere del cliente) e chi vende (commercializza la lattina chiusa). Dunque anche se si volesse aprire un e-commerce di prodotti tipici occorre fare il corso SAB per ottenere dal Comune la licenza al commercio elettronico.

Tale corso Sab spesso viene anche detto corso REC. Il corso REC si chiama così poichè in passato le nuove ditte dovevano iscriversi al Registro REC (Registro Esercenti Commercio) presente nella propria Camera di Commercio.  Con le nuove regole la domanda per aprire la propria attività va invece portata in Comune.

Voglio aprire un e-commerce di prodotti tipici ad esempio formaggi e vini devo fare il corso SAB?

Sì certo anche per il commercio elettronico è richiesto il corso SAB come tutte le attività quali: ristorante, pizzeria, market, alimentare, fruttivendolo, fast-food, paninoteca, ambulante, negozio ambulante.

Corso sab per aprire: Bar, caffetteria, panetteria, negozio di frutta e Verdura, macelleria, pescheria, tavola calda, vineria, enoteca

Sì Corso sab per aprire: vendita di integratori alimentari, commercio elettronico, vendita alimenti per animali, pub, birreria, griglieria, spaghetteria, furgoncino ambulante, paninoteca ambulante.

Il Corso sab per aprire: chiosco, distributori automatici, trattoria, osteria, salumeria, panificio*, gastronomia*, gelateria*, pasta fresca*, pasticceria* focacceria.

Corso sab per aprire: pizza al taglio*, Yogurteria*, friggitoria, creperia*, kebabberia, kebab, piadineria, vendita alcolici, vendita superalcolici.

*queste attività si considerano artigianali

Sono artigiano produrrò direttamente ad esempio la pizza lo devo fare il corso SAB?

La risposta è NI. E’ vero che tutte le attività artigianali che producono e vendono esclusivamente i propri prodotti non devono fare il corso SAB ma solo la parte HACCP.

Ma è rarissimo che queste attività non rivendono alimenti prodotti ed acquistati da altre aziende (es. acqua minerale in bottiglia, bevande in genere o altri alimenti).

corso SAB e attestato HACCP differenze

Il corso SAB non va confuso con l’attestato HACCP che si ottiene frequentando uno specifico corso detto corso HACCP soggetto a scadenza e rinnovo, mentre il corso SAB va fatto solo una volta e non ha scadenza. Per fare un esempio pratico il titolare o un socio frequenta il corso SABmentre tutti i dipendenti/collaboratori anche occasionali devono avere l’attestato HACCP in corso di validità.

L’unica cosa che manca alla tua attività a questo punto è il Manuale HACCP un documento obbligatorio presente in azienda che raccoglie tutte le procedure della corretta gestione dell’alimento e bevanda che avviene nel tuo negozio. Il Manuale HACCP deve essere costantemente aggiornato dal Responsabile HACCP. Il Responsabile HACCP può essere anche un dipendente che non ha frequentato il corso SAB.

 

corso SAB chi non deve farlo

Solo se hai uno dei seguenti requisiti il futuro titolare o socio è esonerato dal corso SAB ovvero se si:

  • ha un diploma di scuola alberghiera (in alcune regioni basta il triennio, in altre vogliono 5 anni)
  • è maturato una esperienza lavorativa di almeno 2 anni di lavoro negli ultimi 5 nel settore somministrazione, con una qualifica che in molte regioni è richiesta essere almeno del 5 livello.
  • laurea in materie economiche o scientifiche con esami e materie gli alimenti (medicina, farmacia, infermieristica, chimica etc)

Iscriviti  al nostro corso SAB ed intraprendi una nuova attività.