La crisi che sta investendo il comparto del commercio ittico a #sciacca assume contorni sempre più preoccupanti e rischia di trasformarsi in un vero e proprio punto di rottura per una delle filiere storiche dell’economia locale. A lanciare l’allarme è Confcommercio #agrigento, che richiama con forza l’attenzione delle istituzioni sulla situazione di estrema difficoltà che stanno attraversando imprese e lavoratori del settore.
Dai pescherecci ai commercianti, fino alle attività di distribuzione e vendita nei mercati cittadini, l’intera filiera del pescato si trova oggi a fare i conti con una combinazione di fattori economici e strutturali che stanno compromettendo la sostenibilità delle attività. Una realtà produttiva composta in larga parte da imprese familiari, che da generazioni rappresentano un presidio economico e sociale per il territorio, e che oggi rischiano seriamente la chiusura.
In questo contesto, il presidente di #Confcommercio Agrigento, Giuseppe Caruana, insieme al presidente dei Commercianti Ittici Antonino Lo Bue, ha sottoscritto un nuovo appello indirizzato al Sindaco di Sciacca, Fabio Termine, sollecitando l’adozione di misure straordinarie a sostegno del comparto.
«La situazione che stiamo registrando – dichiara il presidente Giuseppe Caruana – non può più essere considerata una difficoltà temporanea. Siamo di fronte a una crisi strutturale che sta mettendo in ginocchio un’intera filiera economica. Il calo del pescato, le frequenti fermate legate alle condizioni meteo e l’aumento dei costi operativi, a partire dal carburante, stanno erodendo i margini delle imprese e mettendo a rischio la continuità di molte attività».
Secondo Confcommercio Agrigento, il quadro attuale richiede interventi urgenti e mirati. Le difficoltà del comparto, infatti, non si limitano al settore della pesca, ma coinvolgono l’intera rete economica collegata alla commercializzazione e distribuzione del prodotto ittico locale.
Per questo l’associazione ha avanzato all’Amministrazione comunale una serie di proposte operative volte a sostenere concretamente le imprese della filiera. Tra le misure richieste figurano la dichiarazione dello stato di calamità naturale esteso all’intero comparto, la creazione di un fondo di solidarietà comunale e regionale per le aziende colpite dal crollo dei fatturati, l’introduzione di un bonus carburante per le imprese di trasporto e distribuzione, oltre a interventi fiscali straordinari, tra cui la riduzione della tariffa rifiuti, l’esonero dalla TOSAP e forme di rateizzazione sostenibile dei tributi locali.
Parallelamente, Confcommercio sottolinea la necessità di avviare un percorso di rilancio strutturale della filiera, attraverso strumenti di accesso agevolato al credito, iniziative di promozione del pescato locale, incentivi per l’ammodernamento delle attrezzature e la valorizzazione del prodotto attraverso la creazione di un marchio territoriale di qualità.
«Non chiediamo privilegi – conclude Caruana – ma interventi concreti che consentano alle imprese di continuare a lavorare e a garantire occupazione. Difendere la filiera del pescato significa tutelare un patrimonio economico, produttivo e culturale che appartiene all’intero territorio».
Confcommercio Agrigento ribadisce quindi la propria disponibilità al confronto istituzionale, auspicando risposte rapide e coordinate per evitare che una crisi già molto grave possa trasformarsi in un danno irreversibile per l’economia locale.