I dati dell’11° Rapporto “Città e demografia d’impresa” di Confcommercio delineano un quadro chiaro per il nostro territorio: tra il 2012 e il 2025, il commercio al dettaglio e l’ambulantato ad Agrigento hanno registrato una contrazione del 37,5%.
“Non è solo calo demografico,” spiega Francesco Picarella, Presidente della Delegazione comunale. “Siamo di fronte a un cambiamento strutturale del modello economico urbano.”
Se da un lato i negozi di prossimità soffrono, dall’altro Agrigento dimostra grande vitalità nel settore della ristorazione e dell’accoglienza extra-alberghiera, trainata dal comparto del turismo.
𝐔𝐧𝐚 𝐜𝐢𝐭𝐭𝐚̀ 𝐬𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐧𝐞𝐠𝐨𝐳𝐢 𝐝𝐢 𝐯𝐢𝐜𝐢𝐧𝐚𝐭𝐨 𝐞̀ 𝐮𝐧𝐚 𝐜𝐢𝐭𝐭𝐚̀ 𝐦𝐞𝐧𝐨 𝐬𝐢𝐜𝐮𝐫𝐚, 𝐦𝐞𝐧𝐨 𝐯𝐢𝐯𝐢𝐛𝐢𝐥𝐞 𝐞 𝐜𝐨𝐧 𝐦𝐞𝐧𝐨 𝐬𝐞𝐫𝐯𝐢𝐳𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐢 𝐫𝐞𝐬𝐢𝐝𝐞𝐧𝐭𝐢.
ROGETTO “CITIES” (Città e Terziario: Innovazione, Economia, Socialità), per contrastare la desertificazione commerciale. Confcommercio punta su una strategia condivisa. “Promuovere il commercio di prossimità come presidio fondamentale di socialità e sicurezza urbana. Potenziare la sinergia con le amministrazioni locali per la rigenerazione di spazi sfitti e aree degradate, integrando l’uso della Urban Analytics per monitorare i flussi e orientare le politiche di governance cittadina.”
“I negozi non sono solo economia: sono presìdi sociali e sicurezza,” sottolinea Giuseppe Caruana, Presidente provinciale Confcommercio Agrigento. “Chiediamo un confronto concreto con l’amministrazione per politiche urbane che integrino commercio, turismo e rigenerazione del territorio.”
Dobbiamo trasformare la spinta turistica in uno sviluppo diffuso che premi tutto il tessuto imprenditoriale, dai quartieri al centro storico.
𝐀𝐠𝐫𝐢𝐠𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐡𝐚 𝐢𝐥 𝐩𝐨𝐭𝐞𝐧𝐳𝐢𝐚𝐥𝐞 𝐦𝐚 𝐬𝐞𝐫𝐯𝐞 𝐮𝐧𝐚 𝐯𝐢𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐞.
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