La FIPE provinciale — Federazione dei Pubblici Esercizi aderente a Confcommercio — alza la voce con profonda, vibrante e inderogabile preoccupazione dinanzi al progetto di riqualificazione urbana di Piazza Attilio Regolo a #licata. Riconosciamo che il principio della “#rigenerazione” urbana sia necessario per l’evoluzione di una città moderna. Tuttavia, non possiamo tacere di fronte a una visione politica che confonde il rinnovamento con la cancellazione, e che dimentica un dato fondamentale: Piazza Attilio Regolo è il cuore pulsante dell’antico #borgo marinaro di Licata, luogo di memoria viva, identità collettiva e radice culturale profonda. Qualsiasi intervento che ne ignori la storicità non è rigenerazione: è amputazione. Non possiamo tacere di fronte a una visione che scambia la bellezza architettonica con il deserto sociale ed economico, e che confonde il rinnovamento con la cancellazione.
Il progetto — avvolto nella retorica della sostenibilità e del decoro — cela una realtà drammatica: la demolizione di due gelaterie che non sono semplici manufatti, ma simboli vivi di una #comunità che lavora, investe e resiste. Abbatterle significa cancellare posti di lavoro reali e vanificare anni di sacrifici condotti con serietà e pieno rispetto delle regole. #Confcommercio Fipe non può accettare che il “#progresso” di Licata si misuri sulla distruzione di #aziende sane e #famiglie condannate all’incertezza.
Il paradosso è bruciante. Quegli stessi operatori oggi minacciati di chiusura sono i medesimi che ogni anno sostengono il peso di una pressione fiscale comunale tra le più elevate, ricevendo in cambio servizi carenti e una totale assenza di programmazione strategica. Chiedere ulteriori sacrifici a chi già resiste con abnegazione, senza offrire in cambio alcuna visione di lungo periodo, è un errore amministrativo che rischia di trasformarsi in un danno sociale irreversibile. Ci troviamo di fronte a #istituzioni che appaiono distanti verso chi produce, genera occupazione, anima le strade. La desertificazione commerciale di Licata non è un fenomeno astratto: ogni saracinesca che si abbassa, ogni insegna che si spegne, è una ferita alla socialità, alla sicurezza e all’attrattività turistica della #città. Una piazza dove spariscono attività commerciali è una piazza morta, un freddo esercizio di stile che smette di essere comunità.
Eppure la soluzione esiste, ed è concreta. La tecnologia progettuale moderna consentirebbe, con relativa facilità, di integrare l’esistente nel nuovo disegno della piazza senza snaturarne la visione estetica. Optare per la chiusura anziché per l’integrazione non è una necessità tecnica: è una scelta politica precisa, che predilige la “tabula rasa” alla valorizzazione del preesistente, e che la Federazione dei Pubblici Eesercenti provinciale di Confcommercio respinge con fermezza.
Governare significa compiere scelte orientate al bene comune. Annullare il tessuto economico di Licata non è fare il bene di Licata. Per questo chiediamo con forza un immediato tavolo di confronto: un dialogo franco e costruttivo che porti a una variante progettuale capace di salvare i posti di #lavoro, preservare le realtà imprenditoriali esistenti e restituire alla piazza la sua autentica vocazione storica, commerciale e sociale.
La riqualificazione non deve essere un atto calato dall’alto, ma un patto di cittadinanza fondato sul rispetto reciproco tra istituzioni e #imprese.
La FIPE territoriale resterà ferma al fianco dei propri associati: 𝐧𝐨𝐧 𝐩𝐞𝐫𝐦𝐞𝐭𝐭𝐞𝐫𝐞𝐦𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐥𝐞 𝐥𝐮𝐜𝐢 𝐝𝐢 𝐋𝐢𝐜𝐚𝐭𝐚 𝐬𝐢 𝐬𝐩𝐞𝐧𝐠𝐚𝐧𝐨 𝐧𝐞𝐥 𝐬𝐢𝐥𝐞𝐧𝐳𝐢𝐨 𝐞 𝐧𝐞𝐥𝐥’𝐢𝐧𝐝𝐢𝐟𝐟𝐞𝐫𝐞𝐧𝐳𝐚.