Agrigento e la “movida”, Cucchiara (Confcommercio): “Adesso basta, più controlli nei fine settimana”

Ad Agrigento si susseguono, ultimamente, episodi negativi legati alla cosiddetta “movida“. Soprattutto nei fine settimana il fenomeno sembra prendere sempre più piede. Risse, lanci di bottiglie ed altro, in particolare dal Viale della Vittoria, sono stati al centro di preoccupazioni generali.

Ed è proprio per questo che oggi, Gabriella Cucchiara, Presidente provinciale FIPE Confcommercio, denuncia comportamenti gravissimi e illegali che vengono perpetrati in maniera continua nei week end.

Il sabato sera– dichiara- la città di Agrigento si trasforma e diventa terra di conquista. Questo avviene principalmente al Viale della Vittoria che nel periodo invernale è punto nevralgico di aggregazione dei nostri giovani. Così, parallelamente alle attività di ristorazione dotate di regolari licenze, spuntano furgoni di ogni genere che somministrano alcol ai minorenni in barba a qualsiasi legge e senza nessuna autorizzazione. Ultimamente si sentono spesso notizie di risse da vero e proprio Far West che mettono a repentaglio la vita dei nostri ragazzi e non solo”.

Oggi quindi non possiamo più continuare a far finta di nulla. Le regole ci sono e devono essere rispettate e non possiamo permettere il dilagare di questi modi di agire. Bisogna ripristinare la legalità laddove quest’ultima venga a mancare“, continua con forza Gabriella Cucchiara. 

Alla luce di tutto ciò, dunque, la Confcommercio chiede a tutti gli organi competenti e alle forze di polizia un maggiore controllo del territorio.Secondo,  infine, la  Presidente provinciale FIPE Confcommercio, “è’ necessario lavorare insieme per raggiungere obiettivi concreti quali la sicurezza e l’osservanza delle leggi

 

Come aprire una attività con Corso SAB Somministrazione Alimenti e Bevande

Cosa vuol dire la Somministrazione di Alimenti e Bevande e perché è richiesto il corso SAB ? Queste domande se le pone chiunque voglia aprire un bar, un ristorante una pizzeria, o anche solo un e-commerce recandosi in Comune per l’ottenimento dalle autorizzazioni richieste scoprirà ben presto che è richiesto di dimostrare il possesso di:

  • requisiti morali
  • requisiti professionali

Il corso SAB permette di ottenere i requisiti professionali che permettono al bar, ristorante o all’e-commerce la Somministrazione di Alimenti e Bevande ed anche ovviamente il commercio.

Commercio e non Somministro devo fare il corso sab? 

Infatti spesso erroneamente chiunque voglia solo vendere alimenti e bevande potrebbe pensare di essere esonerato dal dover frequentare il corso SAB. Non è così poichè il corso è stato unificato, prima era solo previsto un corso per la somministrazione (ad esempio chi apre la lattina e la versa nel bicchiere del cliente) e chi vende (commercializza la lattina chiusa). Dunque anche se si volesse aprire un e-commerce di prodotti tipici occorre fare il corso SAB per ottenere dal Comune la licenza al commercio elettronico.

Tale corso Sab spesso viene anche detto corso REC. Il corso REC si chiama così poichè in passato le nuove ditte dovevano iscriversi al Registro REC (Registro Esercenti Commercio) presente nella propria Camera di Commercio.  Con le nuove regole la domanda per aprire la propria attività va invece portata in Comune.

Voglio aprire un e-commerce di prodotti tipici ad esempio formaggi e vini devo fare il corso SAB?

Sì certo anche per il commercio elettronico è richiesto il corso SAB come tutte le attività quali: ristorante, pizzeria, market, alimentare, fruttivendolo, fast-food, paninoteca, ambulante, negozio ambulante.

Corso sab per aprire: Bar, caffetteria, panetteria, negozio di frutta e Verdura, macelleria, pescheria, tavola calda, vineria, enoteca

Sì Corso sab per aprire: vendita di integratori alimentari, commercio elettronico, vendita alimenti per animali, pub, birreria, griglieria, spaghetteria, furgoncino ambulante, paninoteca ambulante.

Il Corso sab per aprire: chiosco, distributori automatici, trattoria, osteria, salumeria, panificio*, gastronomia*, gelateria*, pasta fresca*, pasticceria* focacceria.

Corso sab per aprire: pizza al taglio*, Yogurteria*, friggitoria, creperia*, kebabberia, kebab, piadineria, vendita alcolici, vendita superalcolici.

*queste attività si considerano artigianali

Sono artigiano produrrò direttamente ad esempio la pizza lo devo fare il corso SAB?

La risposta è NI. E’ vero che tutte le attività artigianali che producono e vendono esclusivamente i propri prodotti non devono fare il corso SAB ma solo la parte HACCP.

Ma è rarissimo che queste attività non rivendono alimenti prodotti ed acquistati da altre aziende (es. acqua minerale in bottiglia, bevande in genere o altri alimenti).

corso SAB e attestato HACCP differenze

Il corso SAB non va confuso con l’attestato HACCP che si ottiene frequentando uno specifico corso detto corso HACCP soggetto a scadenza e rinnovo, mentre il corso SAB va fatto solo una volta e non ha scadenza. Per fare un esempio pratico il titolare o un socio frequenta il corso SABmentre tutti i dipendenti/collaboratori anche occasionali devono avere l’attestato HACCP in corso di validità.

L’unica cosa che manca alla tua attività a questo punto è il Manuale HACCP un documento obbligatorio presente in azienda che raccoglie tutte le procedure della corretta gestione dell’alimento e bevanda che avviene nel tuo negozio. Il Manuale HACCP deve essere costantemente aggiornato dal Responsabile HACCP. Il Responsabile HACCP può essere anche un dipendente che non ha frequentato il corso SAB.

 

corso SAB chi non deve farlo

Solo se hai uno dei seguenti requisiti il futuro titolare o socio è esonerato dal corso SAB ovvero se si:

  • ha un diploma di scuola alberghiera (in alcune regioni basta il triennio, in altre vogliono 5 anni)
  • è maturato una esperienza lavorativa di almeno 2 anni di lavoro negli ultimi 5 nel settore somministrazione, con una qualifica che in molte regioni è richiesta essere almeno del 5 livello.
  • laurea in materie economiche o scientifiche con esami e materie gli alimenti (medicina, farmacia, infermieristica, chimica etc)

Iscriviti  al nostro corso SAB ed intraprendi una nuova attività.

Vuoto a rendere per gli imballaggi di birra e acqua

Entra in vigore il Decreto del Ministero dell’Ambiente del 3 luglio 2017 – pubblicato in GU lo scorso 25 settembre – che disciplina le caratteristiche della sperimentazione su base volontaria del sistema del vuoto a rendere per gli imballaggi contenenti birra o acqua serviti al pubblico da ristoranti, bar, alberghi e altri punti di consumo.

Il Ministero ha quindi emanato il Decreto in questione stabilendo, innanzitutto, che entro 60 giorni dall’ entrata in vigore, quindi entro il 9 dicembre 2017, i produttori di bevande che intendono aderire alla sperimentazione devono comunicarlo al Ministero, indicando il marchio e le linea di birra o acqua minerale e le caratteristiche del relativo imballaggio e che la sperimentazione partirà il 9 febbraio 2018 e avrà la durata di 12 mesi.

Successivamente il Decreto stabilisce che:
– gli esercenti che vogliono aderire al sistema, su base volontaria, devono compilare il modulo allegato 1 al DM e consegnarlo al distributore e/o produttore degli imballaggi che aderisce alla sperimentazione;
– l’adesione è ammessa anche per l’esercente che continua a somministrare nello stesso punto vendita anche imballaggi non riutilizzabili;
– le modalità operative per la gestione degli imballaggi sono concordate tra l’esercente ed il distributore e/o il produttore;

-la cauzione per singolo pezzo, che deve essere versata al momento dell’acquisto dell’imballaggio, è compresa tra gli 0,05 e 0,30 euro sulla base del volume dell’imballaggio, che deve essere compreso tra gli 0,20 e 1,5 litri
– l’importo della cauzione non deve comportare in nessun caso un aumento del prezzo di acquisto da parte del consumatore;
– le modalità di applicazione e pagamento della cauzione sono stabilite tra le parti senza oneri o aggravi per l’esercente.

Il Ministero, a seguito dell’adesione dei diversi soggetti, predisporrà un registro degli operatori della filiera aderenti alla sperimentazione e lo pubblicherà sul suo sito istituzionale, prevedendo un attestato di benemerenza per gli stessi, che potranno esporlo nel loro esercizio.

Inoltre, per incentivare l’adesione e la diffusione della sperimentazione nel Decreto in oggetto, viene stabilito che il Ministero concede l’utilizzo del patrocinio e del logo ministeriale su richiesta degli utilizzatori che realizzino una o più campagne di comunicazione sul sistema del vuoto a rendere.

Nuovo corso SAB – Inizio gennaio 2018

Hai voglia di intraprendere una nuova attività di bar, pub, ristorante, minimarket e per tutto il settore alimentare?

Per poterlo fare hai bisogno del corso abilitante alla Somministrazione di Alimenti e Bevande (ex REC).

La frequenza al corso, riconosciuto della Regione Sicilia, ed il superamento dell’esame finale,
permettono di conseguire l’attestato di qualifica.

Inizio corso gennaio 2018

Per richiedere informazioni compila il seguente modulo, contattaci al numero 0922.22791 o vienici a trovare in via Imera 223/c (1° piano).

Abusivismo e contraffazione, è ora di «Un`estate originale»

Al via la nuova campagna di sensibilizzazione e informazione nelle principali località turistiche italiane promossa dal Ministero dello Sviluppo Economico in collaborazione con la Federazione Italiana Pubblici Esercizi e il Sindacato Italiano Balneari.

Si chiama «Un’estate originale» la nuova campagna di sensibilizzazione e informazione contro l’abusivismo e la contraffazione delle principali località turistiche italiane. L’iniziativa è promossa dal Ministero dello Sviluppo Economico, Direzione Generale Lotta alla Contraffazione – in collaborazione con la Federazione Italiana Pubblici Esercizi e il Sindacato Italiano Balneari. L’accordo prevede la diffusione nella stagione estiva di materiale informativo, affissione di locandine e comunicati stampa al fine di diffondere un messaggio di legalità e di tutela nei confronti di coloro che fanno acquisti durante le vacanze estive.

«Questo progetto trova totale collaborazione e sostegno da parte della nostra Federazione, che si sposa appieno con una delle battaglie che stiamo conducendo con maggior impegno, quella all’abusivismo commerciale e alla contraffazione. Oltre a rappresentare un enorme danno per l’erario – dichiara Lino Enrico Stoppani, Presidente nazionale FIPE – questi due fenomeni mettono a rischio la sicurezza e la salute dei consumatori e l’attività di quegli operatori del settore che svolgono il proprio lavoro nel pieno rispetto della legalità. E’ importante perciò che stabilimenti balneari, ristoranti, bar e pizzerie non svolgano soltanto il ruolo di luoghi di aggregazione che ad essi è riconosciuto, ma che si impegnino anche ad educare i cittadini su cosa implica l’acquisto e il consumo di merci contraffatte, soprattutto in luoghi di grande affluenza come le località di villeggiatura del nostro Paese».


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Decreto Legge Sicurezza n.14/2017: norme in materia di bevande alcoliche e pubblici esercizi

E’ stato pubblicato in GU il Decreto Legge Sicurezza che contiene disposizioni che riguardano i pubblici esercizi. In particolare:

– definitiva conferma del divieto di somministrazione e vendita di alcolici ai minori di 18 anni;

– possibilità per i sindaci di stabilire limitazioni agli orari di vendita e somministrazione di alcolici;

– divieto di accesso ai locali pubblici per le persone che risultano condannate per vendita di stupefacenti.

Si rende noto che il 20 febbraio u.s. è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto Legge n.14/2017 recante “Disposizioni urgenti in materia di sicurezza delle città”.

Il provvedimento risulta di grande interesse per le imprese turistiche (bar-ristoranti-pub-pizzerie-etc) poichè disciplina la possibilità per i sindaci di stabilire limitazioni agli orari per la vendita e la somministrazione di alcolici, alza definitivamente l’età minima per il consumo a 18 anni e contiene disposizioni in materia di divieto di accesso ai locali pubblici per persone che risultano condannate per vendita di stupefacenti.

Il Decreto Legge è già in vigore dal 21 febbraio ed è stato incardinato presso le Commissioni Affari Costituzionali e Giustizia della Camera per la conversione in legge (che deve avvenire entro 60 giorni dall’entrata in vigore del DL).

Giova precisare che alla base dell’emanazione di questo Decreto Legge vi è la difesa e la tutela della sicurezza pubblica e del decoro urbano, oramai diventate di fondamentale importanza a seguito delle molteplici situazioni di degrado che si sono venute a creare negli ultimi anni nelle città e nei loro centri storici, come sottolineato proprio da FIPE nella sua ultima Assemblea che aveva come tema “Il valore dei pubblici esercizi per l’identità e l’attrattiva dei centri storici”.

Il provvedimento nel suo complesso è apprezzabile soprattutto in relazione alle finalità perseguite che si inseriscono anche nel percorso di lotta all’abusivismo e tutela della legalità sempre seguito da FIPE.

Per quanto riguarda il contenuto delle norme di interesse, si segnala innanzitutto l’articolo 8 del Decreto Legge che va a modificare gli articoli 50 e 54 del TUEL (Testo Unico Enti Locali – D.Lgs. 267/2000). In particolare per quanto riguarda l’art.54 del TUEL, che consente al sindaco quale ufficiale di Governo di emanare delle ordinanze contingibili ed urgenti per eliminare gravi pericoli che minacciano l’incolumità pubblica e la sicurezza urbana, l’articolo 8 citato provvede a specificare meglio la portata di tali provvedimenti che “sono diretti a prevenire e contrastare le situazioni che favoriscono l’insorgere di fenomeni criminosi o di illegalità, quali lo spaccio di stupefacenti, lo sfruttamento della prostituzione, l’accattonaggio con impiego di minori e disabili, ovvero riguardanti fenomeni di abusivismo, quali l’illecita occupazione di spazi pubblici o di violenza, anche legati all’abuso di alcool o all’uso di sostanze stupefacenti”.

Riguardo l’art. 50 comma 5 del TUEL, viene introdotta la possibilità per il sindaco, quale rappresentante della comunità locale, di emanare ordinanze contigibili ed urgenti anche in materia di orari di vendita, anche per asporto, e di somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche “in relazione all’urgente necessità di interventi volti a superare situazioni di grave incuria o degrado del territorio o di pregiudizio del decoro e della vivibilità urbana, con particolare riferimento alle esigenze di tutela della tranquillità e del riposo dei residenti”.

Al comma 7 dello stesso articolo 50, viene aggiunto che “il sindaco, al fine di assicurare le esigenze di tutela della tranquillità e del riposo dei residenti in determinate aree delle città interessate da afflusso di persone di particolare rilevanza, anche in relazione allo svolgimento di specifici eventi, può disporre, per u periodo comunque non superiore a sessanta giorni, con ordinanza non contingibile e urgente, limitazioni in materia di orari di vendita, anche per asporto, e di somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche.